“Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.”

Ho una brutta abitudine.
Quella di fotografare tutto. E quando dico tutto intendo proprio tutto.
Da quando i miei genitori mi hanno regalato uno smartphone, con una potente fotocamera integrata, ho preso questa mania.
Durante tutta la mia vita non ho mai amato particolarmente la fotografia.
O per meglio dire non l’ho mai amata perché mi trovavo, in un modo o nell’altro, sempre davanti all’obbiettivo e mai dietro. Mi sentivo molto a disagio…cosa che però ora succede meno.

Poi pian piano ho scoperto anche questo nuovo lato della fotografia.
Io dietro a far da sceneggiatore alle cose.
Vedere tutto con un occhio diverso.
Non essere il protagonista di tutto, ma esserne per una volta lo spettatore e allo stesso tempo colui che può però cogliere l’attimo, il regista.

IMG_3007

Ai fin dei conti non è un’operazione così complessa.
Premi un bottoncino o clicchi sullo schermo e via.
Però per quanto possa essere semplice, non lo è affatto.
Fotografare è probabilmente una delle cose più difficili del mondo.
Devi capire subito che l’attimo è quello giusto. Devi esser veloce ma allo stesso tempo delicato come un fantasma, perché in quell’attimo che stai fotografando non ci devi esser tu e non si deve sentire la tua presenza; ma ci deve essere il tuo marchio. Devi raccontare qualcosa, una storia, senza però farlo davvero. Devi essere creativo, ma allo stesso tempo farti ispirare dalla natura. Devi essere intelligente da capire cosa va e cosa non va fotografato e devi inoltre capire e captare le piccole cose che possono rendere la fotografia qualcosa di spettacolare.

Però a differenza dei veri fotografi, che ammiro e stimo e amo, io non lo faccio per creare un’opera d’arte né tantomeno per fare mostre o libri e nemmeno per averne un ricavo economico.

Il mio approccio alla fotografia è totalmente diverso. Non è nemmeno per passione, se così può sembrare. E non posso minimamente dire che le mie foto siano belle o artistiche, tanto non è quello il mio scopo.

Ho una bellissima abitudine.
Quella di fotografare tutto. E quando dico tutto intendo proprio tutto.
Non è tanto un hobby o un futuro lavoro, ma è un’esigenza.
Hai presente quando senti di dover per forza fare qualcosa a tutti i costi perché sia il cuore che la mente dicono quello? Ecco, succede lo stesso, con me, con la fotografia.
Non capisco bene quando è nata questa esigenza, in passato non l’avevo.
Però conosco perfettamente il perché: per ricordare.

Io son un tipo che non ha paura di tante cose, per esempio non ho minimamente paura di morire.
Però una delle cose che mi spaventa di più nella vita e che secondo il mio parere è 100 volte più brutta della morte…è l’Alzheimer o comunque perdere la memoria in generale, che sia per una malattia o per un incidente o per un complesso meccanismo del cervello che verrà attivato dall’ansia e da qualcosa di catastrofico.
La cosa che mi spaventa di più è perdere la memoria, sì.

Ho scoperto con il passare degli anni che, il mio piccolo cervello, ha un “potere”…quello di ricordare qualcosa, anche di molto molto lontano, attraverso la fotografia.
Guardo una fotografia e mi vengono in mente le sensazioni che provai in quel momento, il momento stesso, perché fotografai o venni fotografato, dove ero e con chi ero e perché ero lì.
Non capisco come il mio cervello possa fare una cosa così tanto complessa, visto che poi non riesce nemmeno a risolvere una disequazione semplice, però ci riesce e da quel momento ho capito che fotografare è un’esigenza.
Ma non un’esigenza cattiva, nel senso di doverlo fare per quella grandissima paura che ho; ma per un’esigenza buona: ricordare.
Ricordare le cose che mi hanno fatto pensare, creare, sorridere, esser felice, che mi hanno cambiato la giornata o la vita o che hanno cambiato quella degli altri (come faccio con i miei amici), piangere, sorprendere, battere il cuore, aiutato o semplicemente che mi piacciono.
Penso che ricordare (forse qui c’è lo zampino della mia grandissima passione per la storia) sia una delle cose più belle del mondo.

Dovrebbero fotografare, di più, un po’ tutti.
Fotografare sul serio.
Non fare foto ad un piatto di pasta o al cappotto nuovo che si è comprato, non due foto al un cane o all’auto; ma fotografare con il cuore.
Fotografare quelle piccole e grandi cose che cambiano le giornate…e poi semplicemente salvarle per poter ricordare, tra uno oppure dieci o anche quarant’anni, le emozioni che avevamo in quel momento e riviverle con la stessa intensità.
Per sentirci bene, per sentirci ancora bene e soprattutto vivi.
E mettiamo caso che la vita ha in serbo per me (SPERIAMO DI NO, anche perché sennò poi mi incazzo!) di farmi perdere la memoria, allora tutto ciò che ho fotografato, forse in qualche modo, mi farà rivivere la mia vita.
O più semplicemente guardando le foto mi farà dire, sorridendo: “Beh tutto sommato quel tipo lì ha avuto una bella vita se si è fermato a fotografare tutte quelle cose”.

6 pensieri su ““Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.”

  1. Il tuo blog è fantastico. E questo post ne è la conferma! Leggendolo mi sono appassionato e alla fine di questo post quasi mi sono commosso…penso che tu abbia davvero una grandissima abilità nel trasformare i tuoi sentimenti in parole e ottenere che i lettori provino quegli stessi sentimenti…almeno, questo è l’effetto che fa a me! Continua così, sei un grande! (ma d’altronde già lo sapevo, questo è solo una conferma)

    • Ti ho già risposto alla mia maniera sul cellulare, ma visto che ci tengo a ringraziarti mille e mila volte…lo faccio anche qui. GRAZIE GRAZIE GRAZIE. ♥
      (Ti ho quasi fatto commuovere, i miei poteri speciali ormai stanno facendo effetto su di te! E sappi che sei il primo che ha postato qui direttamente sul blog, un commento, perciò ora hai anche un posto riservato sul blog, oltre che nel mio cuore.)

  2. Beh ti ho scritto quello che penso…perchè ritengo sia importante che tu lo sappia (anche se credo che molti altri lo pensino e non lo scrivano)…così almeno se in futuro (SPERIAMO DI NO!) tu dovessi perdere la memoria, guarderai questo blog e dirai “Beh tutto sommato quel tipo lì doveva essere una persona speciale se sapeva tramutare i suoi sentimenti in parole e trasmetterli agli altri!” 😉 [ti ho citato impropriamente, spero tu non te la prenda per questo 😂]

  3. Questo post mi ha veramente emozionato da subito. Condivido la paura della perdita della memoria, soprattutto quella lenta e insidiosa che può capitare in vecchiaia. D:
    Mi sono ritrovato in tante emozioni e sensazioni e anzi, sei in qualche modo riuscire a dare una forma scritta, delicata e *potente* al tempo stesso, al groviglio dei miei pensieri disordinati.
    Last but not least, veramente complimenti per il blog 🙂 era da tempo che non mi capitava di perdermi a leggere TUTTI i post di un blog con interesse e curiosità.

    • La paura di perdere la memoria è davvero una brutta bestia da dover sopportare, mi dispiace che anche tu soffra di questa stessa paura, ma in un certo senso la trovo una cosa bella perché abbiamo qualcosa che ci accomuna, il che mi fa sentire meno solo.
      Grazie mille dei complimenti che mi hai fatto, mi hai strappato delle lacrime ed un gran sorriso. Sii fiero di ciò; non tanto perché son io, ma perché con le tue righe mi hai fatto sentire apprezzato e mi hai trasmesso ciò che hai scritto toccandomi le corde dell’anima. GRAZIE ♥

      • Chiunque legga un tuo pensiero.. Chiunque provi il brivido di una tua carezza .. Chiunque provi a leggere una tua parola tra le parole.. Chiunque ti abbia ascoltato da vicino… Non può non apprezzare il limpido splendore del tuo cuore.

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