“IO NON HO PAURA!”

Io ho paura.
Ebbene è così.
Ed è ora che io urli al mondo intero questa cosa.
Son sempre stato, in passato, uno di quelli che non ha mai avuto paura di nulla; ed è proprio per questo che si chiama così questo post (anche se è pure il titolo di uno dei miei film preferiti) ma non tanto perché mi considero un superuomo, anzi, l’ho fatto solo perché ho da sempre capito che la vita ha i suoi pro e i suoi contro; perciò ogni tanto ripetevo quella frase.
Aver paura, per me, era solo un “fasciarsi la testa prima del tempo” …perciò era meglio affrontare tutto subito senza se e senza ma.

Solo una volta ho toccato così tanto il fondo, metaforicamente parlando (ma forse anche fisicamente e psicologicamente), da accorgermi di aver paura.

Quella di cui parlo però non è la solita paura, come la si può avere per l’altezza; per il futuro; per gli insetti; per un film troppo macabro; per un esame universitario; per un responso medico; per un possibile matrimonio o anche per il buio in sé.
E’ una paura diversa. Inspiegabile.
E’ un misto di 1000 cose diverse che si uniscono in una sola.
Ti attanaglia la mente fino a bloccarla.
E’ l’unico momento in cui, anni ed anni di muri alzati per difenderti (dalla famiglia, dall’amore, dalla società…) vengono distrutti, come fece la bomba atomica con Hiroshima qualche decennio fa.

E’ stato un attimo, veloce. Mi ha colpito dritto al cuore e mi ha invaso la mente.
Mi son sentito solo al mondo. Intorno a me avevo pareti oscure che cercavano di fagocitarmi senza nemmeno darmi il tempo di respirare. Mi sentivo come quando qualcuno ti mette la testa sott’acqua e cerca di ucciderti (anche se fortunatamente ancora non ho mai provato realmente questa sensazione e spero di non provarla mai). Le lacrime solcavano il mio viso senza che me ne accorgessi, le mani tremavano e sbattendo contro le sbarre di metallo del letto su cui ero steso producevano un tintinnio quasi spettrale. Anche se intorno a me c’era altra gente, nella mia stessa condizione (non di paura), non riuscivo a sentire altro che il mio respiro entrato ormai in iperventilazione e quel maledetto tintinnio. Sapevo di non riuscire nemmeno ad emettere un debole sussurro dalla bocca; ero senza fiato e senza voce. Non vedevo niente se non appunto un enorme buio continuo e perpetuo. Penso di aver avuto lo sguardo sbarrato, proprio come lo si vede nei film americani. Sentivo il mio cuore battere come se fosse una batteria in un concerto, sentivo benissimo il sangue che scorreva nelle mie vene. Il mio cervello nello stesso momento pensava a miliardi di cose, ma alla fine era totalmente vuoto; penso che sia stato l’unico momento in cui non abbia pensato davvero a nulla; un po’ come se fossi un computer spento. Il mio corpo era rigido, fermo, immobile. Nemmeno con l’aiuto di un’altra persona sarei riuscito a muovermi; ma in quel momento ero probabilmente così fragile che perfino una margherita sarebbe riuscita a spezzarmi del tutto e ridurmi in tantissimi pezzi.

Riuscii a risvegliarmi da quel momento solo pensando ad una cosa.
Una parola, per me carica di ricordi e significati, che poi è diventata un tatuaggio sulla mia pelle, qualche anno dopo.

Fino a qualche giorno fa non mi ero mai reso conto di aver provato questa paura.
La paura vera.
O quanto meno, da bravo ex-studente di psicologia, avevo attuato in me stesso uno dei tanti meccanismi di difesa, studiati da Freud e sua figlia.
Avevo totalmente oscurato dalla mia mente quella parte di vissuto. A metà tra la “rimozione” e “intellettualizzazione”.
L’avevo dimenticata? No, quello no. Avevo prima spiegato a me in modo scientifico cosa mi accadde e poi represso tutto ciò che era successo ad un semplice incubo che non dovevo ricordare per nessun motivo al mondo. Riuscivo benissimo ad inquadrare, ricordare e parlare di tutto quello che successe prima e dopo; cosa avevo visto, sentito, provato, detto; ma l’unica cosa che non dissi a nessuno, nemmeno a me stesso, era proprio questo momento.

Poi, proprio come detto prima, qualche giorno fa ho di nuovo avuto paura, un po’ più del solito.
Ma non la “vera paura” di cui ho parlato prima. E’ stato solo un accumulo di stress e varie paure che mi hanno colpito tutte nello stesso momento; una delle solite prove della vita, niente di preoccupante.
Avevo paura di star male di nuovo; paura di perdere una persona importante che bene o male mi ha cambiato la vita senza chiedere niente e che è arrivata come un fulmine a ciel sereno facendosi voler bene in modo assurdo; paura di fallire sia nello studio che nei progetti; paura di non poter concludere ciò che mentalmente ho già portato a termine; paura di non esser all’altezza (visto che son passato dall’essere lo zero assoluto ad avere persone che credono forse anche troppo in me); paura di veder crollare persone a cui tengo.
Ed è stato proprio questo accumulo che ha risvegliato e sbloccato in me quell’incubo che non dovevo ricordare, nemmeno sotto tortura.
E’ di nuovo tornato tutto alla mente. Tutto alla luce del sole. Ho rivisto in me stesso tutto ciò che accadde; un po’ come se fossi a teatro a vedere una recita.
Ho capito subito che da quel giorno, di qualche anno fa, ho iniziato a provar “paura”. Quella che non avevo voluto provare fino a quel crollo. In questi anni ho di nuovo avuto paura di cadere; di perdere qualcuno; di non riuscire in qualcosa; del futuro in generale; di un possibile bacio da dare; di un litigio con una persona importante.
Le paure che provano tutti da bambini, adolescenti, adulti ed anziani.

Ho capito che in passato, ho completamente sbagliato tutto.
Non aver paura, non è la soluzione a niente.
Anzi, ti porta forse proprio a crollare in modo così grave che poi provi la vera paura, quella che poi ti cambia sul serio la vita.
Ovviamente se potessi tornare indietro continuerei a sbagliare come ho fatto in passato.
Non sarei qui, se non avessi fatto tutti gli sbagli che ci son nel mio passato.
Però ho capito una cosa: provare paura non è qualcosa di brutto. Non è qualcosa che ti svilisce, non è qualcosa per cui esser disprezzati, non è qualcosa da tener segreto al mondo intero, compresi gli amici. Non cambia ciò che sei, non ti rende meno “uomo”, anzi forse la paura molte volte apre gli occhi su ciò che è davvero importante per te, che sia un progetto o una persona o anche una cosa qualsiasi.
Provare paura, ti fa sentire vivo perché capisci che da qualche parte ci sarà qualcosa che potrebbe sfuggire al tuo controllo o che non dipende unicamente da te. La paura ti sprona a combattere ancora più duramente.

Tutti provano paura.
Anche le persone che son rimaste nella storia e l’hanno cambiata, come Dante Alighieri o Rita Levi Montalcini o Martin Lutero o anche Paolo Borsellino, l’hanno provata sulla pelle.
E proprio una frase di quest’ultimo dice: “è normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti” …ed è proprio questa la chiave di tutto.

La chiave che, come solo uno “scherzo” del destino può fare, è stata anche la mia.


P.S. Scusatemi se son scomparso per un intero mese, ma diciamo che è stato abbastanza pesante come periodo (tra lezioni, esami, progetti universitari, famiglia ecc…); spero che non ricapiti mai più ♥
P.P.S. Lo so che questi pensieri sulla paura, agli occhi degli altri sono molto normali; ma io ci son arrivato solo ora (son stupido, ma lo sapevamo già tutti questo) di conseguenza mi sembrava giusto dar loro uno spazio in questo blog anche se son parole molto banali.

2 pensieri su ““IO NON HO PAURA!”

  1. Bene eccoci di nuovo qui dopo tanto tempo (troppo, forse 😜)
    Ancora una volta ti faccio davvero i complimenti per il tuo modo di scrivere e di trasmettere emozioni che, come sai, per me è unico 😉
    Mi trovo ancora una volta d’accordo pienamente con ciò che scrivi e anzi posso addirittura dirti che momenti come quelli da te vissuti son capitati anche a me…e da loro ho compreso una cosa: la paura è un sentimento come tutti gli altri e come tale merita un posto nella tua vita, non tanto da sopprimerti ma nemmeno troppo poco da farti perdere la guardia. Come tu hai scritto giustamente questa deve essere ovviamente accompagnata dal coraggio: il coraggio di superare momenti orribili che ci fanno, appunto, paura; il coraggio di prendere in mano la propria vita e cambiarla in meglio; il coraggio di ristabilire una “quiete dopo la tempesta”.
    Ad ogni modo, son sicuro che in te ci sia abbastanza coraggio da affrontare la vita con serenità e superare tutte le paure, perchè, come ti ho detto qualche ora fa, per me sei unico nel tuo genere 😄

    • Mi scuso soprattutto con te per aver tardato nello scrivere un nuovo post, però più o meno sai che ho avuto qualche problemuccio 😛
      Dovresti aprire anche tu un blog, per ciò che pensi e per come scrivi, dovresti seriamente farlo (appena troverai il tempo, tipo dopo la sessione estiva, nah?).
      Comunque mi fa piacere che ci capiamo anche in questo, ma ormai lo sapevamo già. Noi due abbiamo un bel po’ di cose in comune ed è bello; soprattutto quando ci vedremo. Ne potremmo parlare ancora meglio tra un tuffo sul Niagara, un giro di I-Speed e uno di Katun.
      Grazie mille come al solito per tutti i complimenti che mi fai , “piccolo” futuro dottore superfigo ♥

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